28° Congresso Acli Genova Aps

     28° Congresso delle ACLI genovesi

                “Il coraggio della pace”

L’impegno per la pace attraverso il lavoro quotidiano per una società giusta, coesa, inclusiva e solidale.
Il 28° Congresso Provinciale delle Acli genovesi fra fedeltà al Vangelo, radicamento nella città e nel territorio, servizi e partecipazione “Il coraggio della pace”. Questo l’impegno che ha dato il titolo al 28° Congresso Provinciale delle Acli di Genova, svoltosi sabato 5 ottobre. Di fronte ad una platea di oltre 50 delegati, 30 presidenti di Circolo, operatori dei servizi e ospiti, che hanno esaurito i posti della sala convegni di Bi.Bi service in via XX Settembre, le Acli hanno affrontato un vasto arco di tematiche, dalla missione delle Acli fra eredità del passato e complessità del presente, al ruolo dei Circoli e dei Servizi rispetto ai temi e problemi della città, all’impegno coraggioso per la pace nell’attuale difficile momento storico.
Molti e di ampio respiro i temi proposti dal documento congressuale 2024-2028, per un’Associazione che ha mantenuto, nell’attuale fase di crisi della partecipazione, i livelli di tesseramento pre-pandemia e si mostra forte, matura e propositiva per le nuove sfide che i tempi impongono di affrontare, come cristiani e come lavoratori.
Partendo da quanto indicato dalla Diocesi di Genova nel “Percorso di formazione politica”, le Acli genovesi hanno indicato le principali criticità della città nella denatalità, povertà educativa e divario digitale, cambiamento ed impoverimento delle attività lavorative in generale e soprattutto per la fascia giovanile. A fronte di tali criticità le Acli genovesi propongono soluzioni e opportunità centrate su integrazione,
vicinanza sociale, consenso, visione, progettualità, condivisione e comprensione, lavoro ed etica.
Fra le criticità, l’attenzione del documento congressuale si concentra in particolare sulla denatalità (-77.000 abitanti negli ultimi vent’anni, indice di vecchiaia del 264%, triplo rispetto al resto del Paese) e sul divario e impoverimento sociale (redditi erosi da un’inflazione fra le più alte in Italia).
In questo contesto le Acli propongono una serie di spunti operativi: concertazione con i cittadini, sviluppo di mobilità sostenibile e servizio pubblico, coinvolgimento del Terzo Settore, città a dimensione dei giovani, sviluppo del verde e raccolta rifiuti differenziata, più cultura per una crescita di valore della città e dei cittadini e non a misura di mercato, valorizzazione del porto non solo in relazione al turismo ma del reale usufrutto cittadino.
La missione a livello territoriale viene quindi declinata attraverso diverse aree di intervento: analisi del cambiamento e azione sociale e politica di rete con il Terzo Settore e la società civile per il welfare e sviluppo umano e sostenibile; rigenerazione associativa fondata su lavoratori, giovani e anziani; costruzione di nuovi processi di cittadinanza attiva anche con il protagonismo dei migranti; formazione dei dirigenti dei
circoli e di zona per un rinnovato impegno politico; governance del sistema Acli fondata su sostenibilità economica- radicamento territoriale-responsabilità sociale; miglioramento della comunicazione social e promozione del nuovo portale web.
Strumenti principali della missione saranno la formazione – per la maturazione di coscienza critica e responsabilità; l’azione sociale – per lo sviluppo di opportunità di partecipazione; servizi, imprese e associazioni promosse dalle Acli – in quanto rete di solidarietà, volontariato, imprenditorialità sociale e rappresentanza dei bisogni collettivi.
Per riscoprire il gusto del dibattito e riattivare la partecipazione, riportando i Partiti al ruolo previsto dalla Costituzione, le Acli nazionali hanno promosso due proposte di legge: a) la creazione di Assemblee Partecipative le cui decisioni siano vincolanti per il decisore politico; b) un Registro nazionale dei Partiti e la reintroduzione del finanziamento pubblico per le attività relative alle elezioni locali, regionali, nazionali
ed europee: un finanziamento che eviti il ricorso di fatto obbligato ad egemonie e lobbies, l’illegalità e la corruzione che ne possono derivare.
Centrale per le Acli, fin dalla loro fondazione, il ruolo dei Circoli. Il cambiamento, fattore determinante per vincere la sfida con un mondo che stenta a riconoscersi nei valori e nel gusto di fare le Acli, nasce dal presidio sociale che quotidianamente i Circoli esercitano, dando un contributo etico di straordinario valore aggiunto.
Una particolare attenzione viene riservata alle aree montane e interne, che costituiscono la maggior parte del territorio genovese e ligure, a cui le Acli genovesi hanno dedicato il recente e partecipato incontro di Terrusso. La grande maggioranza degli abitanti (ed elettori) è nelle città o nei centri costieri, mentre lo spopolamento e l’inurbazione hanno lasciato via via abbandonate le aree interne, con conseguente
degrado del territorio e crescenti problemi di dissesto idro geologico. Molti circoli si trovano nei piccoli paesi ed insieme alle altre associazioni locali e le poche realtà economiche e commerciali rimaste danno luogo a forme di resistenza rese possibili dalla loro passione e dedizione. Prendendo atto dei limiti evidenziati da Unione dei piccoli Comuni e Città Metropolitana, le Acli di Genova chiedono alla Città
Metropolitana la predisposizione di un Piano di Sviluppo Locale che persegua l’obbiettivo di valorizzare le potenzialità del “tenere insieme città e campagna” e le opportunità offerte dalle risorse ambientali e culturali delle aree interne per le attività turistiche, sportive, del tempo libero. Alla Regione si chiede di mettere a fuoco, nella sua potestà legislativa, le Aree Interne, sia per gli specifici ambiti di intervento (es.
Sanità) sia in generale come attenzione trasversale e il più possibile coordinata fra i diversi settori.
In tutto ciò rimane centrale per le Acli l’impegno per la pace. “Il coraggio della pace” significa non permettere che odio, vendetta, rabbia e dolore occupino tutto lo spazio del cuore, dei discorsi, del pensare. Impegnarsi associativamente e personalmente per la giustizia, nella consapevolezza di poter affermare e denunciare la
verità, a volte anche dolorosa, delle ingiustizie e del male che ci circonda, senza che questo inquini le relazioni a livello personale, associativo o con le Istituzioni e più in generale con la società. Consapevoli, come associazione cristiana, che ci vuole coraggio per domandare misericordia, rifiutare l’oppressione, promuovere uguaglianza, senza d’altronde pretendere l’uniformità ma, al contrario, mantenendosi liberi.
Sui temi del documento congressuale si è sviluppato un dibattito articolato e civile, come è nel costume delle Acli. Sulla pace si è soffermato, aprendo il Congresso, Monsignor Giovanni Grondona, Vicario Episcopale, esortando le Acli ad annunciare il Vangelo con lo stile della prossimità: vita, lavoro, territori. Mario Mascia, assessore al lavoro del Comune di Genova, ha sottolineato la fruttuosa collaborazione con le Acli nel Tavolo comunale del lavoro.
Andrea Bagnasco, presidente provinciale uscente, ha ricordato le difficoltà del quadriennio appena trascorso, dalla pandemia al sofferto ritorno alla normalità, il faticoso adeguamento alla normativa prevista dalla Riforma del Terzo Settore, la razionalizzazione del bilancio e della situazione finanziaria. Il presidente, ringraziando la segreteria e i servizi – dal Patronato, al CAF, all’Unione Sportiva Acli – ha riconfermato il protagonismo delle Acli nell’impegno per la pace.
Davide Lottero ha ringraziato il presidente Bagnasco per il grande lavoro e i risultati ottenuti nella progettazione sociale e nella collaborazione con Regione, Comune, Acli nazionali. Lottero ha sottolineato la centralità del rapporto con i circoli, vere “sentinelle“ del territorio, annunciando per i prossimi anni l’obiettivo di un Consiglio Provinciale rinnovato senza perdere esperienza. Particolare impegno sarà sviluppato verso le aree interne, riproponendo il modello di lavoro adottato per Terrusso, che ha dimostrato come attraverso le Acli si possa sviluppare un dibattito politico corretto e aperto. Fondamentale il coinvolgimento dei giovani, avviare processi di cambiamento senza “occupare spazi”, ma creando opportunità. “Siamo una famiglia che non lascia indietro nessuno – ha concluso Lottero – vogliamo mantenere la nostra utopia, e lavorare per una società coesa, inclusiva e solidale”.
Chiara Volpato, presidente regionale delle Acli liguri, ha sottolineato l’autorevolezza delle Acli nei rapporti con le realtà del territorio e le Istituzioni. “Punteremo sulla formazione per i dirigenti dei circoli e provinciali– ha detto – e anche per i futuri  amministratori pubblici. Ci impegneremo nella cittadinanza attiva, ad
esempio nella raccolta firme per il referendum contro l’autonomia differenziata, che può portare solo divario fra nord e sud e complicazioni per cittadini e imprese. Avremo il coraggio della pace, senza se e senza ma: la fede cristiana è la nostra guida”.
Enrico Grasso, presidente del Circolo GRAC ed ex presidente provinciale delle Acli, ha esortato il prossimo Consiglio ad aumentare il senso di appartenenza di soci e Circoli incontrandoli più frequentemente nei loro territori e tessendo relazioni.
Italo Sandrini, rappresentante delle Acli nazionali, ha ricordato l’importanza del ricambio generazionale e dell’attrarre giovani verso le Acli, motivandoli verso la politica attraverso progetti e sport per creare bene comune. Sandrini ha ricordato anche il prossimo Congresso Nazionale e la ricorrenza, a fine novembre, degli
80 anni delle Acli, alla presenza del Presidente della Repubblica.
Sui temi legati alla città e ai suoi problemi si sono soffermati Giuseppe Armas, direttore della Caritas Diocesana di Genova, Paolo Putti, membro del CDA di Agorà, Fulvia Veirana, presidente regionale Auser e coordinamento Terzo Settore, che hanno sottolineato le molteplici forme di collaborazione concreta con le Acli per progetti di integrazione, come la scuola di italiano per immigrati; per i centri di ascolto attraverso gli uffici di CAF e Patronato; per esperienze di superamento di disagio e isolamento come il centro per giovani presso la parrocchia di San Giovanni, fra i quartieri Diamante e CIGE; per la co-progettazione con le istituzioni, le forme di cittadinanza attiva e l’identificazione delle nuove difficoltà sociali. 
Monica Bacigalupo, presidente provinciale Unione Sportiva Acli, e Nicoletta Vivarelli, direttrice regionale del Patronato Acli, hanno approfondito i rapporti fra Acli e servizi.
Monica Bacigalupo ha ricordato come, in un mondo dove sempre più spesso lo sport è solo profitto, l’US Acli lo considera servizio per i giovani. Nicoletta Vivarelli, ricordando la missione fondamentale del Patronato di tutelare i cittadini, ha sottolineato la crescita dell’attività, con 27.992 pratiche nel 2023, e la gestione di oltre
20.000 mail e 25.000 telefonate. I servizi più richiesti sono quelli previdenziali e assistenziali per lavoratori, seguiti dai servizi per famiglie e genitori, pensioni di invalidità, assegni sociali e di cittadinanza. Il 59,2% delle persone che si rivolgono al Patronato sono donne. “Se i circoli sono le sentinelle del territorio – ha osservato
Nicoletta Vivarelli – gli uffici del Patronato sono le sentinelle dei bisogni, un riferimento fondamentale per i lavoratori. Il Patronato misura la crescita della povertà, e bisogna alzare la voce su questi dati preoccupanti.
La nostra idea di previdenza non è la stessa dei politici: per i lavoratori ci vogliono equità, stabilità, flessibilità.
Non si può lasciare indietro nessuno. Alle Acli siamo competenti e innovativi: non basta dare servizi eccellenti, è importante mettere al centro la persona”.
Nadia Grosso, presidente del circolo Acli di Arezzo Ligure, comune di poche decine di abitanti che diventano centinaia in estate, ha portato un esempio di vita concreta dei circoli nell’entroterra; gli operatori del Patronato e del servizio civile hanno dato testimonianza del servizio all’interno della “galassia” aclista.
A conclusione del dibattito Angelo Nelli, vice presidente uscente, ha illustrato il documento congressuale, evidenziando come attraverso i circoli, presidio di solidarietà e socializzazione, si conosca veramente la società e sia possibile agire concretamente per la giustizia e contro le disuguaglianze.
E’ stato infine eletto il nuovo Consiglio Provinciale, composto da: Bagnasco Giulia, Cerruto Josè, Ciola Gianfranco, Gasparini Margherita, Grosso Nadia, Lottero Davide, Pasquale Roberta, Poggi Enrico, Pruzzo Daniel, Ricci Guido, Sasso Virginio, Torre Cesare, Vercelli Fabio, Vivarelli Nicoletta, Volpato Chiara.

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