Parità, conciliazione, diversità

Il Coordinamento Nazionale Donne delle Acli ha dedicato la Giornata Internazionale in modo particolare alle donne lavoratrici e alla necessità di politiche sociali condivise anche per favorirne le scelte riproduttive, attraverso la campagna Finchè lavoro non ci separi.

“E’ importante – afferma Agnese Ranghelli, responsabile nazionale Coordinamento delle Donne Acli – riflettere su tali questioni, per promuovere e sostenere cambiamenti culturali, che si innervino poi in politiche di armonizzazione fra la vita lavorativa e quella familiare. E’ la forte resistenza culturale che relega le donne al ruolo di responsabili delle cure parentali, che le mette ancora oggi di fronte al bivio lavoro/affetti, rendendo gravose entrambe le scelte”.

“L’equilibrio tra vita privata e lavoro – conclude Ranghelli – sarà possibile partendo da un riconoscimento di due diritti irrinunciabili per gli esseri umani e soprattutto per le donne. Il lavoro come garanzia di una vita dignitosa e segnale forte dello sviluppo del Paese e la famiglia e le relazioni affettive come ambito di relazione, confronto, scambio generazionale e culturale e simbolo del progresso della società”.

Con l'occasione, ACLI Genova segnala all'indirizzo: http://www.istat.it/donne-uomini/   un "Ritratto statistico" relativo alla vita delle donne e degli uomini in Europa elaborato da Istat e Eurostat.

 

Allegati:

-          Giornata della Donna, Documento ACLI

 

 

Ruolo della donna

Il Coordinamento Nazionale Donne delle Acli ha raccolto il messaggio di allerta della UN Woman e dedica la Giornata Internazionale in modo particolare alle donne lavoratrici e alla necessità di politiche sociali condivise anche per favorirne le scelte riproduttive, attraverso la campagna Finchè lavoro non ci separi.

“E’ importante – afferma Agnese Ranghelli, responsabile nazionale Coordinamento delle Donne Acli – riflettere su tali questioni, per promuovere e sostenere cambiamenti culturali, che si innervino poi in politiche di armonizzazione fra la vita lavorativa e quella familiare. E’ la forte resistenza culturale – continua Ranghelli – che relega le donne al ruolo di responsabili delle cure parentali, che le mette ancora oggi di fronte al bivio lavoro/affetti, rendendo gravose entrambe le scelte”.

La Giornata Internazionale della Donna coincide quest’anno con la pubblicazione dei risultati elettorali. Ai nuovi decisori il Coordinamento Nazionale Donne Acli chiede l’inserimento di azioni concrete per ridurre o eliminare il fenomeno del gender pay-gap.

“L’equilibrio tra vita privata e lavoro – conclude Ranghelli – sarà possibile partendo da un riconoscimento di due diritti irrinunciabili per gli esseri umani e soprattutto per le donne. Il lavoro come garanzia di una vita dignitosa e segnale forte dello sviluppo del Paese e la famiglia e le relazioni affettive come ambito di relazione, confronto, scambio generazionale e culturale e simbolo del progresso della società”. 

Con l'occasione, ACLI Genova segnala all'indirizzo: http://www.istat.it/donne-uomini/   un "Ritratto statistico" relativo alla vita delle donne e degli uomini in Europa elaborato da Istat e Eurostat.

 

Approfondimento:

- Documento Coordinamento Donne ACLI

 

Corso di lingua italiana - CILS

 

Presso la Sede di ACLI Genova è organizzato un corso di lingua italiana CILS (Certificazione Italiano Lingua Straniera) grazie alla convenzione ACLI con l’Università per Stranieri di Siena.

 

Per partecipare basta iscriversi, contatta la segreteria    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefona al n. 010.25332251 martedi e giovedi 11-13 e 16-18.

 

 

 

 Il prossimo esame CILS è fissato per il 6/12/2018

 

 

 - Depliant Corso di Italiano

Strategia italiana tra crisi e prospettive

Le sfide del Mediterraneo restano tante, a cominciare dalla crisi migratoria che tocca così da vicino la stabilità delle sue sponde. 
Al di là della retorica, le nostre due sponde sono geograficamente vicine e culturalmente affini, ma restano ancora troppo lontane sul piano politico ed economico. 
La promozione dei diritti e degli investimenti, l’intensificazione degli scambi commerciali, scientifici e tecnologici, la tutela delle categorie più vulnerabili e della libertà religiosa, la lotta alla radicalizzazione e al terrorismo, costituiscono gli elementi di quella campata immaginaria sulla
quale realizzare il ponte diplomatico per avvicinare il nord e il sud del Mediterraneo.

 
 
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