Voucher


Il lavoro accessorio e il sistema dei Voucher

Introdotto nell'ordinamento italiano con il Decreto Legislativo 276/2003 (la cosiddetta “Legge Biagi”), come strumento per favorire l’emersione del lavoro sommerso e stimolare l’inclusione sociale e lavorativa di soggetti particolarmente svantaggiati, il lavoro accessorio (in origine “occasionale e accessorio”) è stato progressivamente esteso ad una platea sempre più ampia di committenti e di prestatori. In particolare, a seguito della Legge 92/2012 (la cosiddetta “Riforma Fornero”), sono stati abrogati tutti i vincoli di natura soggettiva (cioè relativi ai soggetti che possono prestare la propria attività, individuati originariamente tra quelli a rischio di esclusione sociale o impiegati in attività sommerse o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro oppure in procinto di uscirne: disoccupati da oltre un anno, casalinghe, studenti, disabili in comunità di recupero, eccetera) e oggettiva (relativi cioè al settore di attività, inizialmente individuato in quello agricolo e nell’ambito di lavori domestici resi a favore delle famiglie) all'applicazione dello strumento. Mentre rimane il vincolo di non poter cumulare una prestazione di lavoro accessorio con un rapporto di lavoro subordinato presso il medesimo datore di lavoro.

 
Con il D. Lgs. 81/2015 (Jobs Act), il Governo interviene quindi su una normativa preesistente e consolidata, introducendo due novità. 
 
La prima è l’ulteriore incremento del limite annuo dei compensi, fissato in 7.000 euro, mantenendo al contempo quello dei 2.000 per le attività lavorative svolte a favore di ciascun committente.
 
La seconda è il divieto del ricorso a prestazioni di lavoro accessorio nell'ambito dell'esecuzione di appalti di opere o servizi. 
 
Va inoltre ricordato che il Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2016 ha approvato il decreto correttivo del Jobs Act con il quale si è introdotta la tracciabilità dei buoni lavoro. 
 
Ciò ha comportato che i committenti imprenditori non agricoli o professionisti, che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio, siano tenuti a comunicare alla sede territoriale dell'Ispettorato nazionale del lavoro - mediante sms o posta elettronica - i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l'ora di inizio e di fine della prestazione, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione di lavoro accessorio.
 
Il allegato il Dossier ACLI esplicativo dell'argomento.
 

Approfondimenti:

- Voucher Dossier Acli

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