La Forza del Presepe

Meditare il Natale con Papa Francesco

Un invito valido per il Natale: proviamo a entrare nella scena del mistero della Natività, sperimentiamo la pace notturna di Betlemme e il silenzio che domina la notte.

 

Facciamo «come se» fossimo lì presenti, nella grotta di Betlemme.

Ecco, la «forza del presepe» consiste nell’innescare un processo, nell’iniziare un cammino.

Per Bergoglio, dunque, il mistero del Natale è intimamente dinamico: sveglia la coscienza intorpidita, riscuote l’animo e ci mette in partenza da pellegrini che credono con la fede salda di chi non svende la propria coscienza.

In questo cammino si diventa «figli della luce».

Chi è in grado di essere generato dalla luce? «A ricevere questa luce sono i semplici, i fedeli: i pastori, i magi, Elisabetta, Zaccaria, Simeone, Anna, Giuseppe, Maria. Vengono tutti convocati dalla luce, nell’apparente penombra, nella mediocrità di una vita comune».

È come se qui ci venisse detto: se credi di vivere sotto i riflettori, di vivere una vita illuminata dal successo o da una verità avvertita come possesso, la luce nascosta del Natale non potrà toccarti. «Davanti al presepe si sgretolano tante delle nostre cose che forse brillavano molto, oppure che credevamo importanti, solide! Ma a volte quel luccichio, quell’importanza e quella solidità non hanno alcun altro fondamento se non il pantano delle nostre ambizioni, che crollano davanti a colui che non ha esitato ad annullarsi fino alla morte e morte di croce»

Solo la «classe media della santità», è in grado di farsi raggiungere da questa luce che rigenera.

Per Papa Francesco, anche noi, come Giuseppe e Maria, dobbiamo farci carico della speranza evangelica, accoglierla tra le nostre mani e consegnarla a tutto il popolo, specialmente nei tempi difficili e di crisi. Il mistero da contemplare è anche un impegno da vivere a favore di tutti. Non ci spinge solo all’interiorità, ma a farci carico della vita della gente, specialmente delle parti più deboli della società: lavorando, pregando, lottando, non incrociando mai le braccia, accostandoci alle persone di fronte alle quali vengono chiuse le porte, per aprirne loro delle altre, sostenendo gli anziani sofferenti e assimilando la loro saggezza, crescendo i bambini.


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- Evento: "Presepe Artistico", presso Acli S. Ambrogio

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